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giovedì 11 febbraio 2016

Anche la Bce lo ammette: l'introduzione dell'euro ha impoverito gli italiani. Ha ragione Grillo


Uno studio condotto dalla BCE conferma che in italia l'euro ha solo impoverito ancora di più il Paese, ce ne parla Fabrizio Ravoni sul Il Giornale:
"Indirettamente, Francoforte riconosce che l'introduzione della moneta unica ha ridotto il pil procapite degli italiani.
«La convergenza reale fra le economie dell'area dell'euro dopo l'introduzione della moneta unica è stata scarsa - riconosce la Bce - nonostante le aspettative iniziali di un'accelerazione del processo catalizzata dall'euro». In questo quadro, «l'Italia, inizialmente un paese a più alto reddito, ha registrato i risultati peggiori e questo suggerisce una divergenza sostanziale rispetto al gruppo con redditi elevati». Traduzione: nel 1999 registravamo un pil pro-capite da benestanti ; oggi, siamo all'ultimo posto di Eurolandia.
Nel suo equilibrismo lessicale, la Bce non accusa nessun governo che si è alternato nei 15 anni presi in esame. Guarda caso, nel periodo sono stati al governo coalizioni di centrodestra e di centrosinistra con tempi identici. Molto probabilmente non c'era bisogno della dotta analisi della banca centrale per far capire agli italiani come abbiano ridotto la propria propensione al consumo o agli investimenti. È l'Europa dell'austerity. Che Francoforte traduce con «i deludenti» progressi di convergenza dei pil pro-capite nazionali verso target comuni.
Insomma, a ben vedere l'adesione alla Moneta unica ha innescato in Italia i risultati peggiori di tutta Eurolandia. A causa delle politiche di bilancio restrittive, determinate - oltre che dai livelli di convergenza - dall'alto livello del debito nazionale."

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