Uno studio condotto dalla BCE conferma che in italia l'euro ha solo impoverito ancora di più il Paese, ce ne parla Fabrizio Ravoni sul Il Giornale:
"Indirettamente, Francoforte riconosce che l'introduzione della moneta unica ha ridotto il pil procapite degli italiani.
«La convergenza reale fra le economie dell'area dell'euro dopo l'introduzione della moneta unica è stata scarsa - riconosce la Bce - nonostante le aspettative iniziali di un'accelerazione del processo catalizzata dall'euro». In questo quadro, «l'Italia, inizialmente un paese a più alto reddito, ha registrato i risultati peggiori e questo suggerisce una divergenza sostanziale rispetto al gruppo con redditi elevati». Traduzione: nel 1999 registravamo un pil pro-capite da benestanti ; oggi, siamo all'ultimo posto di Eurolandia.
Nel suo equilibrismo lessicale, la Bce non accusa nessun governo che si è alternato nei 15 anni presi in esame. Guarda caso, nel periodo sono stati al governo coalizioni di centrodestra e di centrosinistra con tempi identici. Molto probabilmente non c'era bisogno della dotta analisi della banca centrale per far capire agli italiani come abbiano ridotto la propria propensione al consumo o agli investimenti. È l'Europa dell'austerity. Che Francoforte traduce con «i deludenti» progressi di convergenza dei pil pro-capite nazionali verso target comuni.
Insomma, a ben vedere l'adesione alla Moneta unica ha innescato in Italia i risultati peggiori di tutta Eurolandia. A causa delle politiche di bilancio restrittive, determinate - oltre che dai livelli di convergenza - dall'alto livello del debito nazionale."

Nessun commento:
Posta un commento