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venerdì 19 febbraio 2016

Vergognose dichiarazioni di Scalfari, giornalista de "La Repubblica": "I poveri sono delle bestie"


Il fondatore di Repubblica intervenendo a Soul, la trasmissione di Tv2000: "Gli uomini hanno bisogni primari come gli animali. E i poveri, salvo pochissimi, non hanno bisogni secondari"

Diceva Indro Montanelli, che alla sinistra i poveri piacciono talmente tanto da volerli aumentarli di numero.
La massima espressione di questa sinistra, diventata poi salottara e radical chic, è il fondatore di Repubblica: sua eccellenza Eugenio Scalfari. Il quale, però, alla veneranda età di 91 anni ha capito che in realtà i poveri gli fanno anche un po' schifo. Puzzano, come le bestie.
Ci viene da pensare che il pensiero del Direttore fosse indubbiamente più intelligente di quanto non sia sembrato. O forse no. Anzi, sicuramente no. Sentite: intervenendo alla trasmissione Soul in diretta sabato e domenica su Tv2000 (la tv della Chiesa), Barbapapà si infila nel sapiente ragionamento sulle virtù degli uomini e dei poveri. "Gli uomini hanno bisogni primari - dice - come gli animali". E fin qui, nulla da eccepire. Ma Scalfari voleva arrivare altrove. "I poveri - afferma senza un briciolo di vergogna - salvo pochissimi, non hanno bisogni secondari".
Traduzione per noi "poveri" ignoranti: tutti gli uomini hanno istinti animali, i ricchipossono godere anche di quelli secondari (come la ricerca di Dio) mentre i poveri no. Si fermano ai primi. Come le bestie. Penserete: è uno scivolone dovuto all'età. Ma non è così. Infatti di fronte alle obiezioni della conduttrice Monica Mondo ("Il desiderio c'è anche negli ultimi") , Scalfari ha rincarato la dose: "Lei pensa?". Si sarà anche offeso che la Mondo abbia osato ribattere a colui il quale ha continui colloqui con papa Francesco. I poveri, insomma, sono solo "gente che non sente contraddizioni".
Solo alla fine Scalfari fa un piccolo passo indietro, ammettendo che forse un piccolo "bisogno secondario" anche i poveri possono svilupparlo: "I coltivatori delle Americhe erano neri e cantavano e da lì deriva il jazz". Poco, ma è già qualcosa.
Di più non ci si poteva attendere nella "seconda lettera di Eugenio Scalfari ai poveri". Anzi no, solo ai ricchi. Tanto i reietti non leggono mica: è un bisogno secondario.

11 commenti:

  1. Tu per noi non sei di nessun bisogno......

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  2. Perfetto. Come se non fosse grave quello che ha detto, voi lo esasperate aggiungendo, così passa per bufala e lo fanno santo. Che movimento di imbecilli, siete diventati. Voi siete i fedeli di Casalercio come i cattodem di Bagnasco

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    1. Hai scelto proprio bene il nomignolo.
      Uno sconosciuto che pontifica e offende inutilmente è solo una nullità a cui non dare seguito

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    2. .....beh ! però anche Lui potrebbe un po aggiustarsi la barba !!!

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    3. Bravo adesso torna a giocare con le automobiline (o forse con le bambole)

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    4. Bravo adesso torna a giocare con le automobiline (o forse con le bambole)

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  3. Ecco cosa fa l'età. Smarrimento e confusione.

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  4. Ecco le analisi profonde di certi "intellettuali" nostrani. Mi domando se costui fosse nato in una famiglia miserabile e non avesse avuto opportunità, cosa sarebbe oggi. Un animale puzzolente? Beh, forse non sarebbe nemmeno vissuto fino a puzzare di vecchiaia, perché non avrebbe avuto quegli agi e quelle cure che allungano la vita. Non ti curar di lor, ma guarda e passa!

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  5. È una bufala........di interpretazione

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  6. NON CI SONO PAROLE...... MA VA STO STRONZO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  7. Pensare che qualcuno lo voleva come Presidente della Repubblica Italiana. Ammazza proprio un intellettuale di merda.

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