Non riesce a sorridere: «Dalla mia terrazza vedo Roma dall’alto. I monumenti, le piazze, i mercati. Vedo una città antica, accogliente. Con l’anima da vecchia matrona, saggia, sonnacchiosa, cattolicona. Una città che trova nel suo passato la ragione per sopravvivere. Ma anche una città stravolta, ammalata, confusa. E le chiedo scusa». La malinconia di Carlo Verdone viaggia su Facebook e ha il passo di una poesia. La città del Giubileo, dei contrasti che si avvia, scarrucolando, al ballottaggio Raggi-Giachetti, Cinquestelle contro Pd. Il re della nuova commedia all’italiana, l’ex ragazzo de La casa sopra i porticisul Lungotevere dei Vallati, non usa mezzi termini: «Roma è il biglietto da visita del Paese. Non possiamo lasciarla morire così. Bisogna rifondarla, tagliare le metastasi che la uccidono. Bisogna farla rivivere».
Politicamente che cosa vede, Carlo?
«Vedo la scomparsa dei partiti tradizionali. Vedo un elettorato che ha intravisto nei Cinquestelle una ventata d’aria nuova. Ma adesso serve gente competente. Ho amici di destra e di sinistra: ero convinto che stessero con Meloni o Giachetti. Invece, hanno scelto il nuovo».
«Vedo la scomparsa dei partiti tradizionali. Vedo un elettorato che ha intravisto nei Cinquestelle una ventata d’aria nuova. Ma adesso serve gente competente. Ho amici di destra e di sinistra: ero convinto che stessero con Meloni o Giachetti. Invece, hanno scelto il nuovo».
Con quali motivazioni?
«Dire basta a un sistema che non funziona. Pesano gli scandali, la corruzione, le promesse non mantenute, la vita difficile. Una città così bella non merita questo. Ma Roma ha bisogno, prima di tutto, del senso civico dei romani. Auguro di vincere sia a Raggi sia a Giachetti. Ma devono sapere che questa è l’ultima campana».
«Dire basta a un sistema che non funziona. Pesano gli scandali, la corruzione, le promesse non mantenute, la vita difficile. Una città così bella non merita questo. Ma Roma ha bisogno, prima di tutto, del senso civico dei romani. Auguro di vincere sia a Raggi sia a Giachetti. Ma devono sapere che questa è l’ultima campana».

Bravo Carletto,sei un GRANDE!
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